Interramento Ferrovia Bari Nord


La nostra “grande opera” approvata con Decisione (CE) n. C/2007/5726 del 20 novembre 2007, dovrebbe essere ormai al taglio del nastro rosso ed invece è ancora sul binario morto. Il grande progetto di ammodernamento delle ferrovie del nord barese, denominato “Adeguamento ferroviario dell’Area Metropolitana Nord Barese”, non verrà realizzato nei tempi previsti.
Il tema vero è quello dell’utilizzo dei fondi europei, troppo spesso impiegati in modo pessimo o addirittura non utilizzati e quindi restituiti. Questa “grande opera” riguarda 180 milioni di euro di fondi PO-FESR Puglia 2007-2013, asse V “Reti e collegamenti per la mobilità”.
Di tutti gli interventi previsti solo una parte sarà realizzata (si spera) entro fine 2015 (termine ultimo per la rendicontazione e quindi per l’utilizzo dei predetti fondi). La parte più consistente resterà incompiuta, forse nemmeno partirà.
L’opinione di molti è che questi interventi ”scivoleranno” nel programma di finanziamenti europei 2014-2020.
  • Bari, potenziamento e adeguamento della tratta Bari-Fesca;
  • Bitonto, ammodernamento impianto ferroviario di stazione;
  • Bari, nodo di interscambio Bari-Lamasinata;
  • Corato, parcheggio di scambio e riorganizzazione viaria della stazione;
  • Corato, sottopasso e riorganizzazione viaria per la soppressione del PL al km 45+071 e al km 45+435;
  • Corato/Andria, raddoppio di linea;
  • Andria, nuova fermata Andria Sud (superficie);
  • Barletta, adeguamento della stazione di Barletta Scalo, con interconnessione con RFI.
Saranno utilizzati in questi lavori solo 74 dei 180 milioni di finanziamenti a disposizione.
  • Bari, riorganizzazione della Stazione di Bari- Palese e parcheggio;
  • Bari, riorganizzazione viaria per il collegamento alla fermata Palese-Macchie e parcheggio;
  • Bari, parcheggio di scambio alla fermata di Enziteto;
  • Bitonto, parcheggio di scambio fermata Via La Pira;
  • Bitonto, parcheggio della stazione e adeguamento;
  • Terlizzi, parcheggio di scambio e riorganizzazione viaria della stazione;
  • Ruvo, sottopasso e riorganizzazione viaria per la soppressione del PL al km 34+916;
  • Ruvo, creazione rotatoria su rampa innesto S. P. 231 (Riorganizzazione viaria per la soppressione del PL al Km 35+635);
  • Ruvo, sottopasso e riorganizzazione viaria per la soppressione del PL km 36+779;
  • Ruvo, parcheggio di scambio e adeguamento stazione;
  • Andria, interramento della linea e della stazione nel centro urbano con la nuova fermata Andria Nord (interrata);
  • Barletta, raddoppio dal Km 66 al 68 e segnalamento Andria nord e Barletta scalo esclusa;
  • Barletta, adeguamento stazione FNB e viabilità Via Veneto.
Costo complessivo: 106 milioni di euro. Quindi la maggior parte dei 180 milioni di finanziamenti europei previsti dal programma 2007-2013 non verranno utilizzati.
La perdita dei finanziamenti europei per il raddoppio della tratta Corato – Barletta della Ferrotramviaria, che ricomprendeva anche l’interramento della ferrovia nell’abitato di Andria per 2,9 km con 3 nuove fermate, rappresenta una grande occasione persa di sviluppo di tutto il nord-barese.
Oltre al dramma dei passaggi a livello di Andria, che causa anche ritardi alle ambulanze impossibilitate a passare (per dirne una), si ritarda la possibilità di sfruttare gli indubbi vantaggi che risultano evidenti per i viaggiatori e le merci in quelle città servite da Ferrotramviaria.
In poche parole: sviluppo del territorio, vantaggi per le nostre aziende, lavoro.
Fermo restando l’ovvio interesse del soggetto privato (la Ferrotramviaria SpA) ad adeguare e migliorare le strutture e quindi il servizio, per cui risulta che la Società si sia profusa in un incessante lavoro per quanto le competeva, si evidenzia la responsabilità della “parte pubblica”, apparsa non altrettanto solerte.
La spiegazione ufficiale riportata nella deliberazione di Giunta regionale è la seguente:L’acquisizione dei pareri richiesti dalle norme vigenti, ivi compresi gli adempimenti a cura delle amministrazioni locali interessate dai singoli interventi, nonché l’adeguamento progettuale alle prescrizioni impartite dalle Autorità Competenti in sede di Conferenza di Servizi preliminare, ha determinato un allungamento imprevisto della fase istruttoria propedeutica all’avvio delle attività di realizzazione degli interventi e conseguentemente uno slittamento dei termini per la conclusione degli stessi.”
Ancora una volta i partiti non hanno saputo dare risposte celeri al territorio, a scapito dei cittadini, dilapidando preziose risorse che avrebbero potuto modernizzare a livello infrastrutturale il nord-barese, oltre che a creare significative possibilità di occupazione ed indotto.
Abbiamo anche scritto alla Dirigenza di Ferrotramviaria agli inizi del 2014. Mi è stato risposto che “il progetto dovrebbe essere approvato entro la fine dell’anno 2014 ed avviate subito dopo le procedure di gara; l’intervento potrebbe essere avviato nel corso dell’anno 2015 e completarsi entro il 2017“.
Dunque, già una mezza presa d’atto dell’impossibilità di chiudere tutto nell’ambito dei finanziamenti europei 2007-2013. In effetti la regione Puglia, con la deliberazione di Giunta n° 1450/2014 e la deliberazione di giunta regionale n° 499 del 18/3/2014, ha sancito che il cronoprogramma dei lotti funzionali residui, di seguito elencati, dell’importo globale pari a € 105.929.690,92, non è compatibile con i tempi di attuazione e chiusura del periodo di programmazione in corso, tra cui rientra Andria Interramento della linea e della stazione nel centro urbano con la nuova fermata Andria Nord (interrata), insieme ad altre 12 opere riguardanti la Ferrotramviaria (per quel totale di 105 milioni di euro prima indicato), il tutto causato da ritardi delle amministrazioni locali interessate dai singoli interventi.

Dicembre 2012

Agosto 2013

Settembre 2013

Oltre alla prevista costruzione della nuova stazione “Andria Sud” (via Mozart) si potrebbe realizzare anche una nuova fermata, quella di “Andria Nord” (nei pressi di S. Angelo dei Ricchi), o almeno il minimo indispensabile per avere una fermata in sicurezza. Poi, esattamente come è previsto per i lavori di scavo per l’interramento, si potrebbe organizzare un trasferimento su gomma dei passeggeri tra le 3 stazioni. Allo stesso tempo, potranno essere lasciati sempre aperti tutti i passaggi a livello cittadini. I costi non sarebbero eccessivi, soprattutto se la Regione contribuirà alla spesa.
Ci saranno indubbiamente dei disagi per i viaggiatori e dei sacrifici per la Ferrotramviaria, esattamente così come accadrà quando i lavori di interramento saranno avviati. Se paragonati al vantaggio ambientale per la città, senza più le immense code di auto (e relativo inquinamento dell’aria ed acustico), senza più ambulanze costrette a fermarsi davanti alla barriera, credo ci si possa riflettere.
Questa soluzione “intermedia” indurrebbe tutti gli enti interessati ad attivarsi per recuperare rapidamente i finanziamenti europei, evitando di causare stavolta un “allungamento imprevisto della fase istruttoria propedeutica all’avvio delle attività di realizzazione…”, così come già accaduto.
Favorevoli o contrari?